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Paragrafo 7 . Il lungo cammino dell'indipendenza dell'Africa nera.

La  guerra d'Algeria e il raggiungimento dell'indipendenza da parte di
vari  paesi  dell'Africa settentrionale incoraggiarono  la  lotta  per
l'emancipazione  nazionale anche nell'Africa nera; essa  fu  in  molti
casi  guidata da movimenti di ispirazione socialista, che si saldarono
con  la  tradizionale resistenza opposta dalla societ  africana  alla
sopraffazione coloniale.
La  prima colonia subsahariana a conquistare la sovranit fu la  Costa
d'oro,  che  nel  1957, ottenuta l'indipendenza dalla  Gran  Bretagna,
assunse  il  nome  di  Ghana, richiamandosi  al  primo  grande  impero
africano   storicamente  ricordato.  Nel  1960  venne  proclamata   la
repubblica che ebbe come primo presidente Kwame Nkrumah, il principale
protagonista  della  lotta per la liberazione dal dominio  britannico;
questi instaur strette relazioni con i paesi del blocco socialista.
Nel  1958 raggiunse l'indipendenza la Guinea francese, che rifiut  di
entrare  a  far  parte  della  comunit  franco-africana.  Suo   primo
presidente  fu  Ahmed  Sekou  Tour, uno  dei  massimi  rappresentanti
dell'anticolonialismo, che guid il paese sino al 1984 e persegu  una
politica  di  modernizzazione economica e  sociale,  appoggiandosi  ai
paesi del blocco sovietico.
Il  1960  fu la volta di numerosi nuovi stati: l'Alto Volta (dal  1984
Burkina  Faso),  il Camerun, il Ciad, la Repubblica centrafricana,  il
Congo  francese,  la Costa d'avorio, il Dahomey (dal 1975  Benin),  il
Gabon, la Mauritania,

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il  Niger, il Senegal, il Mali, il Togo, il Congo belga e la  Nigeria.
Seguirono la Sierra Leone nel 1961, l'Uganda, il Ruanda, il Burundi  e
il   Tanganica  nel  1962;  quest'ultimo,  unendosi  nel   1964   alla
prospiciente  isola  di  Zanzibar  indipendente  dal  1963,  form  la
repubblica  di  Tanzania.   In  Kenya  il  conseguimento  della  piena
sovranit  fu reso difficile dall'opposizione dei coloni  bianchi;  la
restituzione  delle  terre  da questi tolte  alla  popolazione  locale
divenne  l'obiettivo  della  Kenya  African  Union,  fondata  da  Jomo
Kenyatta,  e della societ segreta dei Mau-Mau. Una rivolta  contadina
guidata   da  quest'ultima  venne  soffocata  da  una  sanguinosissima
repressione da parte degli inglesi, che provoc decine di migliaia  di
morti  tra  gli  africani e numerosissimi arrestati tra cui  Kenyatta.
L'indipendenza fu finalmente raggiunta nel 1963; l'anno successivo  fu
proclamata la repubblica con Kenyatta presidente.
Tra  il  1964  e  il  1968  diventarono indipendenti  Malawi,  Zambia,
Rhodesia  del  sud,  Gambia,  Botswana, Lesotho,  Guinea  equatoriale,
Mauritius e Swaziland.  Tra il 1974 e il 1975 si concluse la lotta  di
liberazione  nelle  colonie  portoghesi,  condotta  da  movimenti   di
ispirazione  marxista-leninista, che  port  alla  costituzione  degli
stati  di  Guinea-Bissau, Angola e Mozambico.  Il Sahara  occidentale,
lasciato dalla Spagna nel 1975, venne diviso tra Marocco e Mauritania.
A  tale spartizione si oppose il fronte Polisario che, rivendicando il
diritto   all'autodeterminazione  del  popolo  sahrawi,  proclam   la
repubblica  araba sahrawi democratica ed inizi la lotta  armata;  nel
1979  la  Mauritania abbandon la parte assegnatale, che venne  subito
occupata dal Marocco, contro il quale continu ad opporsi con le  armi
il fronte Polisario.
Gli ultimi paesi africani ad ottenere l'indipendenza furono la Namibia
e  l'Eritrea. La prima si affranc nel 1990, dopo 23 anni di scontri e
complesse trattative con la Repubblica sudafricana, che nel  1966  non
aveva rispettato la revoca del mandato affidatole nel 1920 dall'ONU  e
aveva  mantenuto  il controllo sull'Africa sud-occidentale.  L'Eritrea
proclam   la  propria  indipendenza  nel  1993,  dopo  un   conflitto
trentennale  con  l'Etiopia alla quale era stata forzatamente  annessa
nel 1962.
